[Caravaggio, Pittori famosi]

Caravaggio – Esperienze di vita

Caravaggio – Esperienze di vita

Michelangelo Merisi figlio di Fermo e Lucia Aratori, nacque a Milano il 29 settembre 1571 e fu battezzato il giorno seguente nella parrocchia di Santo Stefano in Brolo: a lungo, in passato, si è creduto che la città di nascita fosse Caravaggio, nel bergamasco, da cui deriva l’appellativo con cui egli è stato tramandato. Attivo a Roma, Napoli, Malta e in Sicilia fra il 1593 e il 1610, è considerato il primo grande esponente della scuola barocca e uno dei più celebrati pittori del mondo. La sua vocazione artistica si manifestò molto presto, dal momento che, appena tredicenne, entra come allievo nella bottega del pittore bergamasco Simone Peterzano (allievo di Tiziano e attivo a Milano), affermando così la propria discendenza dal maestro veneziano. Il suo apprendistato si prolungò per circa quattro anni, durante i quali apprese la lezione dei maestri della scuola lombarda e veneta. Il 6 aprile 1588 scadeva il contratto con il suo maestro; il giovane pittore probabilmente in quegli anni abbandonò Milano per trasferirsi a Venezia, per conoscere da vicino l’opera dei grandi maestri del colore, Giorgione, Tiziano e Tintoretto.

La data del suo passaggio a Roma fu probabilmente intorno al 1589-90, quando il Caravaggio aveva tra i sedici e diciassette anni trascorrendo i primi giorni in “nera miseria”. Egli si accomoda a giornata prima presso un Lorenzo Siciliano, poi con il senese Gramatica. Approdò in seguito alla corte del Cavalier d’Arpino, uno dei pittori più in voga negli ambienti della committenza romana. Gli insegnamenti del d’Arpino non appagavano il giovane pittore che si sentiva poco stimolato da ciò che il maestro gli proponeva.

Questa sua insoddisfazione fu motivo di litigio tra i due e il pessimo carattere dell’allievo portò alla rottura del rapporto con la bottega del Cesari. Spinto dalla voglia di affermazione decise di “stare da se stesso”. E proprio in questo periodo i biografi meglio informati ci segnalano i più noti quadri della sua prima fase come “Il Bacco” , “Il riposo dalla fuga d’Egitto” , “Il giovinetto morso dal ramarro”; opere in cui l’artista già si dimostrava padrone di un suo nuovo inedito modo di dipingere e di vedere, ma non per questo meglio accolto.

Il primo biografo competente, il Baglione, ci comunica che i primi quadri del Caravaggio furono “da lui nello specchio ritratti” riuscendo ad esibire in un solo quadro più vedute di una stessa figura. E’ possibile insomma che provasse ad attenersi al sodo dello specchio vero che gli dava finalmente il vano della visione ottica già colmo di verità e privo di vagheggiamenti stilizzati.

Nel 1595 conobbe il suo primo protettore: il cardinal Del Monte, grandissimo uomo di cultura ed appassionato d’arte che, incantato dalla sua pittura, acquistò alcuni dei suoi quadri. Il giovane Caravaggio entrò al suo servizio, rimanendovi per circa tre anni. La fama dell’artista grazie al suo importante committente cominciò a decollare all’interno dei più importanti salotti dell’alta nobiltà romana.

I dipinti realizzati dal Caravaggio quando inizia a dipingere “per se stesso” non erano neppure in grado di intitolarsi: “un putto morso da un racano”, “un fanciullo che monda una pera con il coltello” celano un nuovo contenuto e cioè che egli non aveva dipinto che i suoi “simili”, ossia personaggi che venivano direttamente dalla strada, gente umile e povera che egli usava frequentare quotidianamente. Tutto ciò non gli avrebbe fatto fare tanta strada ma lo metteva solo in cattiva luce come pittore di “novità sospette perché senza decoro”.
Ed è proprio a Roma che svolge gran parte della sua attività, indirizzata verso il genere della natura morta sconosciuta ai romani. “Tanta manifattura gli era fare un quadro buono di fiori come di figure”.

Caravaggio l’artista della luce

Nuovo stile

La vocazione di San Matteo attraverso la luce

Lo spazio privato dell’artista

L’anima del Caravaggio

Ritornando ai suoi dipinti


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