[Botticelli, Pittori famosi]

Sandro Botticelli pittore architetto italiano

Sandro Botticelli pittore architetto italiano, il cui vero nome è Alessandro di Mariano Filipepi, nasce a Firenze il 1 marzo 1445, stessa città dove verrà poi sepolto il 17 maggio 1510.Nella sua arte fu influenzato da artisti illustri come Filippo Lippi e Antonio Pollaiuolo. Ed ebbe la fortuna di avere buoni contatti con la famiglia De Medici, che gli garantirono protezione politica, necessaria per proseguire senza alcun disturbo nella produzione della propria arte.
Botticelli sceglie la grazia come tema principale visibile in tutte le sue opere, ossia l’eleganza intellettuale e la squisita rappresentazione dei sentimenti, per ridare forma alla nuova visione del mondo che fu proposta dalla corte neopatonica di Lorenzo il Magnifico, di cui Botticelli ne è portavoce. Negli ultimi anni di attività il tema principale si può sintetizzare con l’inquietudine, perché Firenze vive un momento di crisi, poi la morte del Magnifico e l’avvento di Girolamo Savonarola, profeta del decadimento degli ideali umanistici. Botticelli nelle sue composizioni mette in mostra il dolore pieno di pathos, in modo da attrarre maggiormente lo spettatore, nella Natività Mistica abbandona la prospettiva regredendo ad uno stile arcaico. L’unico suo vero erede fu Filippino Lippi, che condivise con lui l’inquietudine presente nelle sua ultima produzione.Nel 1474 realizza un desco da parto con l’Adorazione dei Magi, un esempio di anamorfi, in quanto bisogna metterlo in posizione orizzontale per vederlo correttamente. Il suo intento è di snaturare la prospettiva, e questo è il primo esempio che abbiamo dell’applicazione di tale concetto da parte di Botticelli, che ripropone una visione alterata dei temi del 400′. Oltre al rifiuto per la prospettiva canonica affiora un rifiuto per tutto ciò che viene rappresentato attraverso essa, ossia tutto il mondo, una visione nuova che ha il suo perno d’appoggio nell’avvento del Magnifico e della sua corte neoplatonica, dove è il mito e non più la prospettiva a creare il racconto.Tra il 1481 e il 1482 è reso partecipe alla decorazione della Cappella Sistina accanto a Pietro Perugino, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli; per queste opere i pittori per far risultare il lavoro omogeneo si attennero a delle comuni convenzioni, quali: una comune scala dimensionale, una comune struttura ritmica e una comune rappresentazione paesaggistica.

I tre riquadri realizzati da Botticelli:

Punizione di Core, Datan e Abiram, raffigura la punizione dei sacerdoti ebrei che negavano a Mosè e Aronne l’autorità civile e religiosa sul popolo eletto, questi e le loro famiglie furono inghiottiti dalla terra e consumati dal fuoco, qui l’allusione è alla punizione di tutti coloro che si oppongono all’autorità dei pontefici.

Fatti della vita di Mosè, raffigura vari episodi della giovinezza di Mosè tratti dall’Esodo da destra: Mosè uccide l’egiziano che aveva maltrattato un israelita e fugge nel deserto, in quest’episodio Mosè può essere visto come prefigurazione di Cristo che sconfigge il demonio.

Le Tentazioni di Cristo, è sormontato dalla scritta “TEMPTATIO IESU CHRISTI LATORIS EVANGELICAE LEGIS”, esse sono raffigurate nella parte alta dello sfondo: in alto a sinistra Cristo incontra il demonio, sotto le sembianze di un eremita, e lo invita a tramutare in pane le pietre, al centro Cristo e il demonio, sulla sommità del frontone di un tempio, ispirato dall’Ospedale di Santo Spirito, che sfida Gesù a gettarsi nel vuoto e ad essere salvato dai suoi angeli.

Il secondo episodio della storia di Nastagio degli Onesti

Tra il 1483 e il 1485 realizza il tondo con la Madonna del Magnificat, secondo André Chastel cerca qui di coniugare il naturalismo classico con lo spiritualismo cristiano; la Vergine al centro, riccamente abbigliata e con la testa coperta da veli trasparenti e stoffe preziose, i suoi capelli biondi si intrecciano con la sciarpa annodata sul petto, essa sta scrivendo le parole del “Magnificat” su un libro di pergamena, retta da due angeli, abbigliati come paggi insieme al calamaio con l’inchiostro.La lapide in Ognissanti, dove figura con il suo vero nome Filipepi. Nel 1501 realizza la Natività Mistica, dove il Botticelli procede ad un consapevole regressione formale, con figure in attitudini sforzate e innaturali e le dimensioni dei personaggi date dalla loro importanza devozionale.


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